Non tutti sanno che la legge prevede tre strumenti a tutela per chi si trova in difficoltà nel pagamento del mutuo, utili sicuramente per cercare di evitare il pignoramento della casa.

Come hai visto, nel nostro ultimo articolo, in questi giorni è in discussione al Parlamento il decreto di recepimento della direttiva europea in tema di mutui, la principale novità è la possibilità per le banche di sottoscrivere una clausola d’inadempienza con il debitore che prevede, in caso di 18 rate non pagate, che la banca ottenga l’immobile dato in garanzia. Il recepimento di questa direttiva non va comunque a modificare i strumenti già esistenti di cui può disporre il mutuatario per evitare di arrivare al pignoramento. Esistono appunto tre fondi nati da accordi tra l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) ed il Ministero dell’Economia e Finanze. Vediamoli nel dettaglio:

1.Fondo di solidarietà per mutui per l’acquisto della prima casa

Con la legge n.244 del 24/12/2007 è stato istituito presso il ministero dell’Economia e delle Finanze il Fondo di solidarietà per mutui per l’acquisto della prima casa. Questo fondo prevede la possibilità, per i titolari di un mutuo contratto per l’acquisto dell’abitazione principale, di chiedere la sospensione del pagamento delle rate (per un periodo massimo di 18 mesi) al verificarsi di circostanze che incidono negativamente sul reddito del nucleo familiare.

Chi può presentare domanda per il fondo di solidarietà?

Possono presentare domanda solo i proprietari di abitazioni principali (non possessori di altre case), che hanno contratto un mutuo per l’acquisto di questo stesso immobile non superiore ai 250.000 € e che siano in possesso di un indicatore ISEE che attesti un redditto inferiore ai 30.000 €. Inoltre al momento della presentazione della domanda il mutuo deve essere in ammortamento da almeno un anno, ed i ritardi nel pagamento delle rate non devono essere superiori a 90 giorni consecutivi.

Per poter beneficiare del fondo, è indispensabile trovarsi in una di queste circostanze:

  • perdita del rapporto di lavoro subordinato (sia a tempo determinato che indeterminato) o parasubordinato dell’intestatario o di uno dei cointestatari del contratto di mutuo: fanno eccezione i casi di risoluzione del contratto di lavoro consensuale, di risoluzione per limiti di età, di licenziamento per giusta causa o dimissioni del lavoratore. Inoltre al momento della domanda il richiedente deve trovarsi nello stato di “disoccupazione”.
  • morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ovvero invalidità civile almeno del’80% dell’intestatario o di uno dei cointestatari del contratto di mutuo.

La domanda deve essere presentata nella banca dov’è in corso il mutuo allegando tutta la documentazione necessaria:

  • Documento di riconoscimento del richiedente.
  • Attestazione di Indicatore di situazione economia equivalente (modello ISEE).
  • Nel caso di perdita del lavoro: copia del contratto di lavoro, documentazione che attesti l’interruzione del rapporto di lavoro (lettera di licenziamento o altro) e certificato che attesti lo stato di disoccupazione.
  • Nel caso di insorgenza di condizioni di non autosufficienza: certificato rilasciato dall’ASL di competenza per il territorio di residenza del richiedente, che attesti l’invalidità civile (minimo 80%) del mutuatario.

Durante i 18 mesi di sospensione del mutuo, il fondo non pagherà l’intera rata. Il fondo verserà alla banca soltanto una parte della quota interessi (quelle del parametro di mercato: euribor / IRS) e non lo spread. Una volta terminato il periodo di sospensione, il mutuatario dovrà comunque restituire l’intero debito residuo e la quota restante degli interessi (spread).

2.Fondo di solidarietà anche per i cassa integrati

Dal marzo 2015 è stata allargata la platea dei beneficiari includendo i cassa integrati, ma con qualche differenza. Sono ammessi a beneficiare di questo strumento solo chi non ha i requisiti per accedere al primo. Vediamo le differenze.

I titolari di un mutuo  potranno sospendere per un massimo di 12 mesi, e non 18, il pagamento della rata ma non l’intera rata, la sospensione è prevista solo per la quota capitale, mentre la quota interessi dovrà comunque essere pagata dal mutuatario. Questa sospensione non comporta nè commissioni nè interessi aggiuntivi. Alla scadenza dei 12 mesi riprende l’ammortamento del mutuo con un’allungamento della durata per via della quota di debito residuo non pagata durante la sospensione.

3.Fondo garanzia prima casa

Al contrario dei primi due fondi, che aiutano chi si trova in uno stato di difficoltà nel pagamento delle rate, questo fondo invece concede una garanzia fino al 50% della quota capitale per l’accensione di mutui ipotecari per acquistare l’abitazione principale. Il mutuo non può essere superiore ai 250.000 €, l’abitazione deve non essere di lusso (cat. A/1, A/8 e A/9) ed essere ubicato sul territorio nazionale.Il fondo è destinato alle famiglie ed ha priorità d’accesso per le giovani coppie o ai nuclei famigliari monogenitoriali con figli minori, nonché di giovani con contratti di lavoro atipico con età inferiore a 35 anni.

Se sei interessato al Fondo Mutui prima casa ti invito a leggere il precedente articolo:

Fondo mutui prima casa: cos’è e come funziona

Buon Vento
Alessandro

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