Quella della cedolare secca è una delle scadenze fiscali che, insieme a Imu, Tasi e Tari, può dover essere sostenuta entro il 16 giugno. Capiamo allora di che si tratta, come viene applicata e quali sono le ultime novità da conoscere.

Cedolare secca: cos’è e come funziona

La cedolare secca è un’imposta che può essere scelta facoltativamente dal proprietario di un immobile dato in affitto, e che andrà a sostituire tutte le altre imposte che si applicano sul reddito da locazione, ovvero:

  • l’Irpef e le addizionali correlate;
  • l’imposta di registro;
  • l’imposta di bollo.

La cedolare secca può essere un’opzione solo per le persone fisiche – quindi non per enti o società – che siano appunto proprietarie dell’immobile o titolari di un altro diritto reale di godimento su di esso; si applica solo sugli immobili adibiti ad uso abitativo che rientrano nelle categorie catastali “A”, fatta eccezione per la categoria “A10” che riguarda uffici e studi privati. Il proprietario di immobile che decide di optare per il regime di cedolare secca deve obbligatoriamente comunicarlo all’inquilino tramite lettera raccomandata; con la comunicazione rinuncia alla facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone, incluso quello per adeguamento Istat.

La cedolare secca è stata modificata dal Piano Casa entrato in vigore lo scorso anno, con cui si è stabilito una riduzione dell’aliquota dal 15 al 10% per il quadriennio 2014-2017, per coloro che concedono l’immobile in affitto a canone concordato.  La misura ha l’obiettivo di incentivare i proprietari di abitazione sfitte ad immetterle sul mercato a canone concordato ed è estesa, oltre che ai Comuni ad alta densità abitativa, anche a quelli colpiti da calamità naturali per i quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza negli ultimi cinque anni.

Per la cedolare secca sono previsti quindi 2 tipi di aliquote:

  • 10%, per chi affitta a canone concordato;
  • 21%, per chi affitta a canone libero.

Le scadenze e la possibilità o meno di rateizzare dipendono dall’importo dovuto. Infatti, se l’importo è:

  • inferiore a 257,52 euro, si versa in un’unica soluzione entro il 30 novembre;
  • superiore a 257,52 euro, sono previste 2 rate: un primo acconto del 40% entro il 16 giugno e il restante 60% entro il 30 novembre.

Per quanto riguarda, infine, la comunicazione all’Agenzia delle Entrate, sarà necessario utilizzare il modello RLI (Registrazione locazione immobili), che dallo scorso anno ha sostituito il modello 69 per la registrazione dei contratti di affitto; il modulo, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, è infatti obbligatorio anche per esercitare l’opzione e la revoca della cedolare secca. 

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