IMU e TASI: cosa fare se si è in ritardo con le tasse sulla casa

Lo scorso 16 dicembre scadeva il termine per il versamento delle tasse sulla casa, ovvero le seconde rate di IMU e TASI. Ma come è possibile rimediare in caso non si sia riusciti a provvedere per tempo? Ecco una breve guida per chi è in ritardo con il versamento delle due imposte.

Versamento di imposte in ritardo: il ravvedimento operoso

Per ovviare al ritardo nel pagamento di IMU o TASI si può ricorrere al ravvedimento operoso, la procedura introdotta dall’articolo 13 del decreto legislativo 472/97 che offre la possibilità di rimediare spontaneamente al mancato o insufficiente versamento dei tributi entro il termine previsto, beneficiando di una sanzione ridotta. La normativa originaria prevedeva 3 modalità di ravvedimento operoso: l’ultima versione della Legge di stabilità ne ha però introdotte di nuove. Vediamo quindi in cosa consiste questa procedura e quali sono le novità.

Ravvedimento sprint

Se si provvederà a versare IMU e TASI entro 14 giorni dalla scadenza originariamente prevista, si potrà ricorrere al Ravvedimento sprint che prevede una sanzione pari allo 0,2% del valore dell’imposta per ogni giorno di ritardo, oltre agli interesse determinati sempre giornalmente sulla base del tasso di riferimento annuale. Dal 1° gennaio 2015 il tasso di interesse legale ammonterà allo 0,5% annuo.

Ravvedimento breve

A partire dal 15° giorno di ritardo e fino al 30°, si può invece ricorrere al Ravvedimento breve: la sanzione è determinata nella misura al 3% del valore del valore di IMU o TASI, sempre per ogni giorno di ritardo, da versare sempre unitamente all’importo della tassa e agli interessi calcolati giornalmente.

Ravvedimento lungo

Dopo il 30° giorno di ritardo ed entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui si è verificata la violazione, oppure in assenza entro un anno, scatta il Ravvedimento lungo: la sanzione, che si aggiunge sempre all’importo della tassa e agli interessi giornalieri, passa al 3,75% per ogni giorno di ritardo.

Le nuove modalità

La legge di Stabilità, con l’intento di favorire la collaborazione tra contribuenti e Fisco, ha aggiunto alcune nuove modalità:

  • entro 90 giorni di ritardo la sanzione ammonta al 3,3%;
  • entro2 anni o entro la 2^ dichiarazione successiva, al 4,2%;
  • dopo i 2 anni o dopo la 2^ dichiarazione successiva, fino al 5%.

Vengono, inoltre, agevolate le condizioni di accesso al ravvedimento operoso: se precedentemente non si poteva applicare in caso fossero già iniziate, e notificate al contribuente, attività amministrative di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, oggi le preclusioni si limitano alla notifica degli atti di liquidazione e accertamento: ovvero, se è in corso un’operazione di contestazione o ispezione limitata al “pvc” (processo verbale di contestazione), si potrà ancora ricorrere al ravvedimento operoso. 

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