Nella visura catastale rilasciata dall’Agenzia delle Entrate debuttano anche i metri quadri.  Semplificazione anche per il calcolo della tassa sui rifiuti.

 

La modifica riguarda 57 milioni di immobili su 61 milioni registrati, per i quali quindi non vi sarà più solo il numero dei vani ed il valore catastale, che rimangono immutati, ma anche i metri quadri che aiuteranno a stabilire la base imponibile per la tassa sui rifiuti.

La novità non è solo formale

La novità riguarda il 95% degli immobili registrati e prepara i documenti dell’Agenzia delle Entrate anche in vista della riforma del catasto che prevede l’utilizzo dei metri quadri anche per il calcolo delle rendite. L’ AdE indicherà d’ora in poi due nuovi valori: Il primo è la superficie complessiva in metri quadri, per evitare che in fase di compravendita vengano “gonfiati” i metri quadri; Il secondo è la superficie, sempre in metri quadri, senza le aree scoperte. Dati che i comuni già hanno da alcuni anni, e che adesso vengono resi pubblici al cittadino a fronte di una maggiore trasparenza che dovrebbe metterli al riparo da sgradite sorprese: accertamenti, controlli, sanzioni.

Dove trovare questi dati

La visura catastale rimane invariata, ci saranno sempre i dati che identificano l’immobile (comune, foglio, particella, subalterno e sezione urbana) ed i dati relativi al classamento (zona censuaria, categoria catastale, consistenza in vani, classe e rendita catastale) ai quali vengono aggiunti i due nuovi valori (metri quadri complessivi e metri quadri coperti). La visura può essere richiesta “on line”  dai contribuenti abilitati oppure agli sportelli (gratuitamente per i proprietari). Non vi è alcun obbligo a richiedere la “nuova visura” ma può sicuramente essere utile per sapere se la superficie fornita per la tassa sui rifiuti è diversa dai dati in possesso dai comuni e sapere così se prima o poi arriverà una contestazione. Ricordiamo che quest’aggiornamento riguarda solo il 95% degli immobili, cioè quelli corredati di planimetria.

Come fare il calcolo per la Tari

Per il calcolo della Tari il dato di partenza è quello della superficie calpestabile interna, quindi sono esclusi balconi, terrazzi e altre aree scoperte di pertinenza. Ma per il calcolo della base imponibile, seguendo le disposizioni delle legge finanziaria del 2014, questo dato presente in visura viene scontato del 20%, che di fatto serve a togliere i muri dalla misurazione. Ciascun proprietario avrà così a disposizione anche questa informazione, già fornita dall’Agenzia delle Entrate ai Comuni, per verificare la base imponibile utilizzata per il calcolo della tassa sui rifiuti.

Dati incoerenti o assenti, che fare?

Se i metri quadri in visura risultano errati i cittadini potranno chiedere di integrare o correggere i dati con una apposita procedura e contribuire così a migliorare la qualità delle banche dati. Vi sono invece immobili non dotati di planimetria al catasto, relativi alla prima fase di censimento, e quindi privi del valore della superficie, i proprietari dovrebbero fare un aggiornamento catastale, tramite la procedura Docfa (DOcumenti Catasto FAbbricati), per inserire così la planimetria al catasto e di conseguenza il valore della superficie. Regolarizzazione obbligatoria con l’attuale normativa in caso di vendita dell’immobile. Attualmente gli immobili sprovvisti di planimetria ammontano al 5% del totale.

 

Per qualsiasi ulteriore informazione sulla Tari o per effettuare un Docfa a Palermo contatta la nostra agenzia immobiliare.

Buon Vento
Alessandro

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