Fondo affitti: il ministro Lupi ha annunciato pochi giorni fa la firma del decreto di ripartizione della seconda tranche. Saranno cosi distribuiti 100 milioni di euro, dei quali 25 vincolati per le famiglie sotto sfratto. Vediamo allora come funziona

Fondo affitti: cos’è e come funziona

Il  Fondo Affitti, ovvero il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, prevede contributi per i titolari di un contratto di affitto registrato –  relativo ad immobile di proprietà sia pubblica sia privata – che sono in difficoltà nel versare il canone.

Il Fondo è stato istituito con l’art. 11 della legge 431 del 1998: uno degli ultimi e più importanti interventi in merito è stato quello del decreto legge 102 del 2013, che destinava al Fondo affitti  50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015. La successiva legge 80 del 23 maggio 2014, di conversione del decreto legge che ha introdotto il Piano Casa, ha raddoppiato questi importi prevedendo che venissero stanziati 100 milioni di euro per il 2014 e altri 100 per il 2015; la stessa legge ha inoltre aumentato le somme destinate al Fondo per gli inquilini morosi incolpevoli ( istituito dal DL 102/2013), destinando ad esso maggiori importi per ogni anno dal 2014 al 2020.

E proprio pochi giorni fa, come dicevamo, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Maurizio Lupi ha annunciato di aver fimato il decreto di ripartizione della seconda tranche del Fondo affitti:  l’accordo raggiunto con Comuni e Regioni prevede, inoltre, che una quota fino al 25% dell’ammontare disponibile per ogni Regione sia da destinare agli inquilini che non hanno avuto la proroga del blocco degli sfratti per fine locazione, e che rischiano quindi di restare senza un tetto. Ciò per affrontare il drammatico problema degli sfratti, sempre più pressante in questo periodo di dura crisi economica.

Fondo affitti: chi può accedere e come

Lo Stato stabilisce le quote del Fondo da destinare a ciascuna Regione. Successivamente, i Comuni definiscono l’entità e le modalità di erogazione dei contributi e rendono noti con bandi pubblici, cui possono partecipare i cittadini, i requisiti richiesti.

Possono accedere al Fondo affitti coloro che rispondono ai requisiti minimi previsti dal DM del 7 giugno 1999, riferiti al nucleo familiare:

  • reddito annuo imponibile complessivo non superiore a due pensioni minime INPS;  l’incidenza del canone di affitto sul reddito complessivo non deve essere inferiore al 14%;
  • reddito annuo imponibile complessivo non superiore a quello stabilito dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica; l’incidenza del canone di affitto sul reddito complessivo annuo, in questo caso, non deve essere inferiore al 24%;
  • eventuali ulteriori requisiti stabiliti nei singoli bandi comunali.

Per quanto riguarda invece le modalità di assegnazione della quota vincolata per gli inquilini a rischio sfratto, entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto di ripartizione i Comuni dovranno comunicare alle Regioni il numero delle famiglie sotto sfratto per le quali chiedono di poter usufruire del Fondo; quindi, le Regioni dovranno trasferire ai Comuni gli importi destinati  entro i trenta giorni successivi.

 

 

 

 

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