Il prestito vitalizio ipotecario è una particolare modalità di finanziamento cui possono accedere le persone over 60 proprietarie di immobili. Dallo scorso 6 maggio è in vigore la Legge 44/2015, che ne ha modificato e integrato la normativa di riferimento: lo scopo è quello di rendere questo strumento, introdotto in Italia nel 2005, più flessibile e accessibile, incentivandone così l’utilizzo che ad ora è stato scarso. Ecco un approfondimento per capire di che si tratta, anche alla luce delle nuove disposizioni.

Prestito vitalizio ipotecario: come funziona

Il prestito vitalizio ipotecario è conosciuto anche come mutuo al contrario”: si tratta infatti di un prestito concesso  da istituti di credito o intermediari finanziari a fronte di un immobile dato in garanzia con ipoteca.

Come dicevamo è una modalità riservata agli over 60 – soglia di età che la Legge 44 riduce rispetto ai precedenti 65 anni –  e può essere un modo per integrare la pensione o risolvere un problema di mancanza di liquidità: infatti, a fronte dell’ipoteca verrà concesso un prestito per un importo generalmente tra il 15 e il 50% del valore dell’immobile – la percentuale varia a seconda del sesso e dell’età del richiedente, nonché del valore dell’abitazione –  senza che il contraente  debba lasciare la casa.

Quest’ultimo potrà concordare un rimborso graduale di interessi e spese. Se invece ciò  non avviene, la legge dispone che il prestito debba essere rimborsato integralmente in un’unica soluzione al verificarsi di alcuni eventi:

  • morte del contraente;
  • trasferimento della proprietà, in tutto o in parte, o di altri diritti reali di godimento sull’abitazione data in garanzia (ad esempio l’usufrutto, il diritto di reale di abitazione, la servitù, ecc );
  • atti che riducono in modo significativo il valore dell’immobile, inclusa la costituzione a favore di terzi di diritti reali di garanzia sull’immobile (come il pegno o l’ipoteca).

Se, passati 12 mesi dal verificarsi di una di queste condizioni, il prestito non sarà ancora stato integralmente rimborsato, il finanziatore venderà l’abitazione al valore di mercato; se, passati altri 12 mesi, l’immobile non fosse ancora stato venduto, tale valore sarà decurtato del 15% ogni 12 mesi fino al momento della vendita. Nel caso di scomparsa del contraente, gli eredi potranno in alternativa, e in accordo con il finanziatore:

  • vendere l’immobile entro 12 mesi, utilizzando il ricavato per estinguere il debito;
  • estinguere il debito e tenere l’immobile.

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