Lo Sblocca Italia, di cui tanto abbiamo sentito parlare in questi mesi, è un insieme di misure urgenti previste per, come recita il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, “l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività’ produttive”. Alcune di queste misure riguardano la casa: ecco le principali

Agevolazioni fiscali 

Lo Sblocca Italia prevede tra le misure urgenti per il rilancio dell’edilizia una deduzione dal reddito pari al 20% del prezzo di acquisto dell’immobile – sia esso di nuova costruzione o ristrutturato – acquistato da un’impresa o cooperativa edilizia per essere dato in locazione.

La deduzione sarà riconosciuta in presenza di alcune condizioni:

  • l’acquisto dell’immobile, che deve essere destinato all’abitazione,deve essere effettuato tra il 1° gennaio 2014  e il  31 dicembre 2017;
  • il valore su cui calcolare la deduzione potrà ammontare a un massimo di 300.000 euro;
  • l’immobile dovrà essere dato in locazione entro 6 mesi dalla data di acquisto o di fine lavori di costruzione per un periodo continuativo di almeno 8 anni, ad un affitto che non superi il valore delle locazioni a canone concordato;
  • non devono sussistere rapporti di parentela di 1° grado tra locatore e locatario.

La deduzione sarà ripartita in 8 rate annuali a partire dal periodo d’imposta nel quale si stipula il contratto di locazione; sarà deducibile anche la quota di interessi pagata per il mutuo sostenuto dal locatore per l’acquisto dell’immobile.

Meno burocrazia per le ristrutturazioni

Lo Sblocca Italia prevede anche una semplificazione degli adempimenti burocratici in caso di ristrutturazione casa: sono ora classificati infatti come manutenzione straordinaria anche i lavori di frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari, purché non si modifichi la volumetria complessiva e la destinazione d’uso. Per questi interventi basterà quindi presentare al Comune la Comunicazione di inizio lavori asseverata da un tecnico abilitato, che certificherà che gli interventi avvengono nel rispetto delle norme edilizie e non riguardano le parti strutturali dell’edificio.

Più tutele per il Rent to buy

Come avevamo già anticipato, la tipologia contrattuale del Rent to buy è stata ufficialmente normata, stabilendo alcune regole precise tra cui:

  • Il contratto si risolve in caso di mancato pagamento di un numero minimo di canoni, che potrà essere stabilito dalle parti purché non sia inferiore a 1/20 del loro  numero totale;
  • in caso di fallimento del concedente (l’ipotesi che il locatario/proprietario potesse andare in fallimento prima del trasferimento della proprietà all’inquilino era una delle criticità più temute) il contratto prosegue, a tutela quindi del conduttore;
  • i contratti di rent to buy dovranno essere trascritti, affinché la trascrizione possa fungere da tutela per entrambe le parti.

 


 

Share Button