Può accadere purtroppo, di questi tempi più che in altri, di perdere il lavoro. E di non riuscire quindi a far fronte alle rate del mutuo acceso per comprare casa: per fronteggiare questa situazione esiste però la possibilità di chiedere la sospensione del mutuo. Misura che è importante conoscere, e che è già stata d’aiuto a numerose famiglie: ecco quali sono gli strumenti cui si può ricorrere ad oggi.

Sospensione mutuo: il Fondo solidarietà mutui prima casa

Bisogna anzitutto sapere che nel 2007 è stato istituito il Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, che prevede la possibilità di chiedere, alla banca che lo ha erogato, la sospensione del mutuo acceso per l’acquisto della prima casa, se il titolare si trova in una situazione di temporanea difficoltà.

La sospensione del mutuo può essere chiesta per l’intera rata fino a un massimo di due volte, per un totale di 18 mesi, se nei 3 anni precedenti alla domanda si sia verificata:

  • perdita del lavoro subordinato, sia a tempo indeterminato che determinato;
  • perdita del lavoro parasubordinato, o di rappresentanza commerciale, o di agenzia;
  • morte dell’intestatario, oppure il riconoscimento di un suo grave handicap o di un’invalidità civile non inferiore all’80%.

Dovranno inoltre verificarsi alcune condizioni:

  • il mutuo dovrà  avere un importo non superiore a 250.000 € ed essere in ammortamento da almeno un anno;
  • il titolare dovrà avere un ISEE non superiore a 30.000 €;
  • al momento della presentazione della domanda, l’eventuale ritardo nel pagamento delle rate non dovrà superare i 90 giorni.

Sospensione mutuo: la nuova moratoria 2015

La legge di Stabilità 2015 del 23 dicembre scorso ha previsto la possibilità di chiedere la sospensione del pagamento della quota capitale di mutui e finanziamenti a famiglie e piccole-medie imprese per il triennio 2015-2017, rimandando le misure attuative al Ministero dell’Economia e a quello dello Sviluppo economico, sulla base di un accordo tra ABI, Associazioni dei consumatori e imprese.

Lo scorso 31 marzo ABI e 9 tra le principali Associazioni hanno siglato l’accordo previsto: potrà essere chiesta la sospensione del pagamento della quota capitale, per un massimo di 12 mesi, per i crediti al consumo di durata superiore a 24 mesi e per i mutui garantiti da ipoteca su abitazione principale. La sospensione può essere richiesta sempre in caso di perdita di lavoro, morte o grave infortunio dell’intestatario; la novità è che si aggiungono anche i casi di riduzione dell’orario di lavoro a causa della crisi, e di ritardo superiore a 90 giorni nel pagamento delle rate.

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