Nomisma ha presentato il terzo rapporto dell’anno 2015 sul Mercato Immobiliare confermando ancora un calo dei prezzi (2,8%) ed un aumento delle compravendite sopra quota 440mila

Sicuramente si può quindi affermare che la crisi degli ultimi sette anni è ormai finita, anche se per una vera ripresa del settore immobiliare bisognerà aspettare il 2017, cioè quando i prezzi, sempre secondo le previsioni del Nomisma, torneranno a crescere (+1,6%).
Il 2016 sarà l’anno della stabilizzazione con i prezzi in lievissima ripresa (+0,1%) e le compravendite toccheranno quota 478.000. La ripresa sarà quindi lenta e piena di difficoltà, per tornare alla situazione ante-crisi bisognerà aspettare il 2026.
La principale componente che ha favorito l’uscita dalla crisi è stata il ritrovato canale creditizio, visto che nomisma evidenzia come il 75% delle famiglie italiane per l’acquisto di una casa necessita del sostegno economico delle banche. I bassi tassi d’interesse hanno fatto aumentare notevolmente anche le surroghe e le sostituzioni, con un incidenza sul totale dei mutui che è aumentata dal 7,5% del 2014 al 26% del 2015.

Conferme dall’Agenzia delle Entrate

L’arresto della crisi e la lenta ripresa è confermata anche dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate attraverso la nota trimestrale che mostra un trend positivo per il mercato immobiliare italiano.

Terzo trimestre che rafforza gli ottimi risultati del trimestre precedente, registrando notevoli miglioramenti nel settore residenziale con un +10,8%. Bene anche le pertinenze delle abitazioni (box, posti auto, cantine) con un aumento del 9%. Positivi i dati anche per quanto riguarda le compravendite di locali commerciali che registrano un aumento del +7,4%. In totale sono state registrate 225.257 compravendite nel terzo trimestre del 2015 con un aumento dell’8,8% rispetto allo stesso periodo del 2014.

Mercato residenziale nel dettaglio

Come abbiamo visto il mercato residenziale ha registrato un aumento del 10,8% per un totale di 105.104 compravendite, il dato migliore è stato al nord con un picco del 13% mentre il centro si mantiene in linea con il dato totale (+10,7%), crescita inferiore invece al sud dove si registra un +7%. Come spesso accade negli ultimi anni i Comuni capoluoghi (+12,2%) registrano dei risultati migliori rispetto ai comuni minori (+10%), bene anche le metropoli: Napoli (+21,2%), Milano (+18,2%), Torino (15,7%), Firenze (+14,1%), Palermo (+9,2%) e Roma (+4,6%).

Conclusioni

Nonostante il miglioramento di due fattori fondamentali del mercato immobiliare quali, accesso al canale creditizio e diminuzione dei prezzi degli immobili, si continua comunque a parlare di lieve ripresa, troppo lieve come base su cui fondare una vera e propria crescita. Per completare un processo di ripresa, degna di questo nome, occorrerebbe una riforma seria del settore che andrebbe anche ad influenzare quella componente psicologica che l’economista Keynes definì “animal spirits”, ovvero quell’ottimismo spontaneo che induce il consumatore o l’imprenditore all’investimento piuttosto che al risparmio.

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